Tra mele e vendemmia: più flessibilità per il lavoro stagionale

Per l’azienda, il vantaggio concreto del cosiddetto LOAgri, ossia il lavoro subordinato occasionale a tempo determinato in agricoltura, consiste soprattutto nella maggiore flessibilità organizzativa. Le prestazioni possono arrivare fino a 45 giornate di effettivo lavoro nell’anno civile per ciascun lavoratore, mentre il contratto può avere una durata complessiva fino a dodici mesi. Ciò consente, ad esempio, di distribuire le giornate lavorative in funzione dell’effettivo andamento della raccolta, gestendo in modo più semplice e flessibile brevi picchi di lavoro, senza dover garantire un impiego continuativo per l’intera durata del contratto.

Lo strumento permette alle aziende agricole di far fronte a esigenze temporanee e stagionali con maggiore flessibilità, in aggiunta alle ordinarie forme di occupazione stagionale, ma non può essere utilizzato per qualsiasi lavoratore. L’art. 1, comma 344, della L. n. 197/2022 individua infatti specifiche categorie di soggetti: tra queste figurano i disoccupati e i percettori di NASpI o DIS-COLL, i pensionati e i giovani di età inferiore a 25 anni impegnati in un ciclo di studi. Ad eccezione dei pensionati, il lavoratore non deve inoltre aver avuto un ordinario rapporto di lavoro subordinato in agricoltura nei tre anni precedenti. La scelta di limitare il LOAgri a questi soggetti risponde alla logica stessa dello strumento, ossia creare un canale semplificato per coinvolgere persone che non sono già stabilmente inserite nel mercato del lavoro agricolo, senza trasformare il lavoro occasionale in un’alternativa generalizzata ai normali rapporti stagionali. Prima dell’assunzione, il datore deve pertanto acquisire dal lavoratore un’autocertificazione relativa alla sussistenza dei requisiti richiesti.

Sono inoltre previste alcune semplificazioni amministrative: l’iscrizione del lavoratore nel Libro Unico del Lavoro non deve avvenire mese per mese, ma può essere effettuata in un’unica soluzione, anche al termine del rapporto di lavoro, e l’obbligo di informazione sulle condizioni contrattuali può essere assolto mediante la consegna di una copia della comunicazione di assunzione. Rimane comunque necessaria, prima dell’inizio della prestazione, la comunicazione obbligatoria al Centro per l’impiego. Per l’Alto Adige la disciplina ha una rilevanza concreta. Secondo i dati pubblicati nel luglio 2026 dall’Osservatorio del mercato del lavoro della Provincia autonoma di Bolzano, negli ultimi quattro anni sono stati impiegati in media ogni anno circa 17.000 lavoratori agricoli stagionali da circa 3.150 agricoltrici e agricoltori, soprattutto durante la raccolta delle mele e la vendemmia.